La cucina Kosher e i migliori ristoranti Kosher a Roma

I migliori ristoranti Kosher a Roma

  • Ba’Ghetto Carne
    Il ristorante “Ba’Ghetto Carne”, si trova in via Portico D’Ottavia, 57, nel cuore del Ghetto Ebraico di Roma. E’ stato uno dei primi ristoranti ebraici a essere stato aperto a Roma.
    Sono specializzati nella tradizionale cucina giudaico-romanesca.
    I proprietari hanno una serie di ristoranti, di cui due sono nel Ghetto Ebraico, e un altro si trova nella zona universitaria di Piazza Bologna, esattamente in via Livorno. Quindi, c’è Ba’Ghetto Portico D’Ottavia; Ba’Ghetto Milky Portico D’Ottavia; e Ba’Ghetto Via Livorno.
    Loro sono stati capaci di unire la tradizionale cucina giudaico-romanesca, rispettando le regole della Kasherut scritte nella Torah, e utilizzando alimenti di alta qualità.
    Perciò qui è possibile trovare il meglio della cucina sia giudaico-romanesca che mediorientale.http://www.baghetto.com/it/index.html

 

  • La Reginella
    Il ristorante kosher a Roma “La Reginella” si trova in via Del Portico D’Ottavia, 65/61, nel quartiere del Ghetto Ebraico. Si tratta di un ristorante che è qualificato nel servire piatti che rispettano le regole kosher, quindi, riprendono l’antica tradizione culinaria giudaico-romanesca, ma che viene riadattata in modo moderno e gourmet.
    Il cibo è di ottima qualità, usano principalmente ingredienti pregevoli, e il menù si presenta ricco e molto variegato. Inoltre il personale è molto professionale e disponibile. Vengono serviti anche vini israeliani e kosher italiani. I loro piatti caratteristici sono, ad esempio, il carciofo alla giudia, l’abbacchio allo scottadito, e quelli a base di pesce, che naturalmente rispettano le regole della Kasherut e, dunque, si può trovare del tonno, dell’orata, del rombo, e molto altro ancora.https://www.lareginella.it/

 

  • Little Tripoli
    Il ristorante “Little Tripoli” è situato in via Polesine 16/18, a Roma. E’ un ristorante a conduzione familiare. Il locale è abbastanza piccolo, risulta essere un’ambiente molto semplice, e confidenziale.
    Questo ristorante va bene per tutti perché viene servita una cucina italiana, mediorientale, israeliana, mediterranea, kosher, per vegetariani, e per vegani.
    Il cibo è ottimo, e i piatti sono sempre molto abbondanti. Viene proposto anche del buon vino israeliano. Si consiglia di assaporare anche il the. Oltretutto il personale è molto gentile e disponibile. Il rapporto qualità/prezzo è più che onesto.https://littletripoli.wordpress.com/

Cucina Kosher

Con il termine kosher si indica quell’insieme di regole religiose che riguardano la nutrizione degli ebrei osservanti. Queste regole derivano dalla Bibbia, la Torà.
La parola ebraica kosher ha diversi significati tra cui “consentito”, “adatto”, “idoneo”. Ora è interessante vedere alcune delle regole kosher che sono osservate dagli ebrei in tutto il mondo.
Ci sono delle regole specifiche che riguardano gli animali ammessi e quelli vietati. Gli animali considerati puri sono quelli che hanno lo zoccolo fesso, ossia spaccato in due parti, e ruminanti come la pecora, il vitello. Il resto sono tutti considerati impuri come, ad esempio, il maiale, il coniglio. Tra i pesci sono ammessi solamente quelli che sono muniti di pinne e squame, come il tonno, lo sgombro, il branzino, l’acciuga, il pesce persico, e molto altro ancora.

Invece tra gli uccelli non sono kosher i rapaci, ma sono ammessi, ad esempio, i polli, le anatre, i tacchini.
Per la macellazione (Shechita) degli animali, viene eseguito un rituale che deve essere fatto da un Rabbino qualificato per questo tipo di operazione e che viene chiamato “Shochet”. Questo rituale deve rispettare le regole che vanno dall’uccisione dell’animale, al controllo degli organi per accertarsi che non ci siano difetti o che siano malati. Inoltre il sangue degli animali deve essere del tutto drenato. C’è anche il divieto di consumare delle parti di grasso.
Tra le altre regole c’è quella che vieta di mescolare la carne con i latticini nello stesso pasto. Questo è dovuto al fatto che nella Torà viene consigliato di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”.
A causa di questo gli ebrei hanno i servizi di piatti e di stoviglie che sono divisi in due, ossia, ci sono sia quelli che vengono utilizzati specificatamente per la carne e sia quelli sono utilizzati solamente per il latte.

Per quanto riguarda il vino è ammesso solamente quello che è stato supervisionato dal Rabbino.
Il vino kosher si riconosce sia dall’etichetta perché sopra viene riportato il nome del Rabbino che si è occupato del controllo e che ha rilasciato il certificato; sia dal retro etichetta o capsula termica; che dal tappo che riporta o il segno di riconoscimento o il marchio del Rabbinato.
L’Autorità Rabbinica ha il compito di rilasciare ogni volta il numero di etichette o tappi necessari all’operazione. Per quello che concerne la produzione annuale il Rabbino o l’agenzia competente rilasciano un certificato kosher.

Ci sono anche prodotti industriali con certificazione kosher come, ad esempio, l’olio d’oliva. La certificazione deve essere rilasciata da specifiche associazioni Rabbiniche. I prodotti certificati kosher presentano tutti sull’etichetta un simbolo o una dicitura che identifica il Rabbino certificatore.

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