Volterra
Gemma etrusca, romana, medievale e rinascimentale della Toscana
Gemma etrusca, romana, medievale e rinascimentale della Toscana, domina da un alto colle le valli dell’Era a del Cecina fino al mare. Volterra è immersa in un paesaggio incontaminato, gode di un’altissima qualità della vita e crea un artigianato artistico unico al mondo: l'alabastro.
Abitata fin dalla preistoria, la città ha il suo massimo sviluppo con la civiltà degli Etruschi di cui diviene una delle dodici lucumonie. Alla metà del III secolo a.C. è assoggettata da Roma di cui diventa municipio. Sorto il Cristianesimo, Volterra segue la nuova fede e alla caduta dell’Impero Romano (479 d.C.) si trova già sede di vescovado a capo di una vastissima diocesi. Dopo la dominazione barbarica e la signoria vescovile si afferma libero comune, il quale formula i propri statuti fin dalla prima metà del secolo XII. Libera dalla potenza del vescovo-conte e della signoria dei Belforti (1361) essa dovette lottare contro la politica egemonica di Firenze con la definitiva soggezione, che avvenne nel 1472. Volterra, oggi, è una cittadina non ancora contaminata dal ritmo vertiginoso della vita contemporanea.
Volterra, infine, possiede quattro musei di notevole interesse storico-artistico. Il Museo Guarnacci è uno dei più importanti musei d’Italia per l’abbondante patrimonio etrusco-romano. La Pinacoteca e il Museo Civico conservano pregevoli tavole di scuola senese e fiorentina, tra cui la Deposizione della Croce’ del Rosso Fiorentino. E infine, ma non ultimi, il Museo dell’Opera del Duomo e l’Ecomuseo dell’Alabastro.
http://www.comune.volterra.pi.it
Pisa provincia di tartufi
Pisa, una delle principali città d’arte italiane, ha come simbolo la stupenda Piazza dei Miracoli e la Torre Pendente, uno dei monumenti più famosi e conosciuti nel mondo. Questa immagine, sebbene così suggestiva e piena di fascino, certamente non esprime da sola un territorio, come quello pisano, fondato sull’armonico rapporto tra storia, arte, ambiente, paesaggio, natura. Le Colline Sanminiatesi, immerse nella meravigliosa campagna nel cuore della Toscana, rappresentano non solo una perfetta sintesi di tutto ciò, ma anche una delle principali zone di produzione, tra le poche predilette della natura, per una misteriosa combinazione tra vegetazione forestale e substrato geologico, del pregiatissimo tartufo bianco. Ma il territorio pisano, a conferma dell’eccezionale qualità ambientale, dimostrata proprio dalla presenza dei tartufi, ospita non solo il fungo sotterraneo definito per antonomasia il Cibo dei Re, ma la totalità dei nove tipi di tartufo riconosciuti dalle leggi nazionali e regionali. In particolare, dopo quello bianco delle Colline Sanminiatesi, i tartufi più diffusi sono il “marzuolo” e lo “scorzone”. Il primo è presente principalmente nell’area costiera del territorio pisano, all’interno del bellissimo Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massacciuccoli, caratterizzato da ampie pinete di pino domestico e marittimo e da boschi di specie quercine. Lo scorzone, invece, si ritrova soprattutto nelle zone interne del territorio provinciale, in terreni calcarei e ben soleggiati, in simbiosi con querceti a prevalenza di roverella e leccio.
Gli appuntamenti del tartufo della Provincia di Pisa sono inseriti nel progetto “Pisa Unica Terra” (www.pisaunicaterra.it) dalla Provincia di Pisa.
La Provincia di Pisa ha aderito al progetto dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo “AMICO del TARTUFO” destinato ai ristoratori:
|